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Khiam Center esorta il governo libanese a indagare sul rapimento di Aÿten Öztürk in Turchia

Al consolato turco di Beirut, Khashakjieah ha ricevuto un'iniezione chimica nella sua prigione di Ankara.
Khiam Center esorta il governo libanese a indagare sul rapimento di Aÿten Öztürk in Turchia

Al consolato turco di Beirut, Khashakjieah ha ricevuto un'iniezione chimica nella sua prigione di Ankara.

Il Centro Khiam chiede al governo libanese di avviare un’inchiesta sul criminale rapimento dell’oppositrice turca Aÿten Öztürk e sul suo trasferimento in Turchia.

A Sua Eccellenza il Ministro della Giustizia, Salim Griissati.
A Sua Eccellenza il Ministro dell'Interno, Nihad Al-Mashnouq.
A Sua Eccellenza il Generale Abbas Ibrahim, Direttore Generale della Sicurezza pubblica.
A Sua Eccellenza il Generale di Divisione Imad Othman, Direttore Generale delle Forze di Sicurezza interna.
L'8 marzo 2018, il servizio di sicurezza dell'aeroporto di Beirut ha arrestato la cittadina turca Aÿten Özturk e l'ha tenuta in stato di fermo per una settimana. Sebbene avesse informato il Libano di essere, nel suo paese, un’oppositrice e di essere una combattente contro l'imperialismo, è stata trasferita al consolato turco, dove è stata interrogata. È stata poi sottoposta a restrizioni, le sono stati bendati gli occhi e, con la forza, è stata trasferita in aereo dall'aeroporto di Beirut a quello di Istanbul.
L'estradizione dal Libano dell'oppositrice turca è una flagrante violazione dell'articolo 3 della Convenzione contro la tortura, firmata dal Libano, che recita: "Nessuno Stato Membro espellerà, restituirà o estraderà una persona verso un altro Stato per il quale sussistono seri motivi di ritenere che essa rischierebbe di essere sottoposta alla tortura ".
Il rapimento e l’interrogatorio costituiscono una violazione della sovranità libanese. Il governo turco condanna l'interrogatorio di Khashakji nel consolato dell'Arabia Saudita e ciò deve valere anche per il suo consolato a Beirut.
Il Governo libanese ha violato la sua firma e la sua ratifica della Convenzione contro la tortura. Il suo silenzio e la sua copertura hanno contribuito al rapimento della signora Aÿten.
Nello scenario dell'aeroporto internazionale Rafik Hariri sono avvenuti un duplice crimine e un grave scandalo che assomigliano per certi aspetti all'omicidio di Jamal Khashakji, con la differenza che lei, nel carcere di Sincan, ad Ankara, è ancora viva.
Sei mesi dopo il suo rapimento, è stata sottoposta a torture fisiche e psicologiche, ad iniezioni di sostanze chimiche, è stata denudata, minacciata di stupro ed ha sofferto di un grave edema su tutto il corpo. È ancora in sciopero della fame ed è sottoposta ad alimentazione forzata dalle autorità carcerarie di Ankara, così come avviene per i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane.
"Hanno cercato di interrompere il mio sciopero della fame, mi hanno dato dei liquidi, mi hanno legato le braccia e le gambe e mi hanno imposto del siero e del cibo profumato", spiega Aÿten in una lettera ai suoi amici.
L'alimentazione forzata è uno dei peggiori metodi di tortura e pone seri problemi per la salute.
Il governo libanese è il principale responsabile della consegna [di Aÿten] alle autorità turche. Sapeva che sarebbe stata sottoposta a tortura e che nulla giustificava la procedura di estradizione, la quale richiede un'indagine, e che ciò costituisce una violazione dei principi di giustizia e garantisce l’impunità ai perpetratori di questo reato. Chiediamo all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e al Comitato contro la tortura di ritenere il governo turco responsabile della tragica situazione di Aÿten che è in sciopero della fame e soffre di gravi problemi di salute.
Il mondo deve sapere che nelle carceri turche ci sono migliaia di detenuti come Aÿten, inghiottiti dalle celle di isolamento, nel silenzio e sotto gli occhi della Comunità internazionale.
Il Centro di riabilitazione per le vittime della tortura di Khiam condanna fermamente il rapimento e la consegna alla Turchia dell'oppositrice Aÿten Özturk, chiedendo al governo turco di rilasciare immediatamente Aÿten e le migliaia di detenuti dell'opposizione turca chiusi nelle sue prigioni.

Mohamed Safa, Segretario generale del Centro di riabilitazione di Khiam per le vittime della tortura.

11 novembre 2018

Traduit par Liliana Ciorra


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